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a cura di BASILIO SANTOCRILE: santocrile@virgilio.it
RACCONTO : LU PREVATE E LU
BICCHIERI RE VINO
Verso gli anni 1935/40 in Perito vi era alla guida pastorale
l'arciprete Don E-milio Gatto; essendo nativo del loco e conoscendo
tutti, a volte si permetteva (sempre a fin di bene) di fare dei sonori
cicchettoni ai propri parrocchiani. Un dì, sapendo che Cola "re
Cicchillo" continuava ad ubriacarsi regolar-mente, e da ubriaco
continuava a dar fastidio sia in famiglia che in paese, lo ri-chiamò
facendosi promettere che non avrebbe bevuto più di un bicchiere di
vi-no a pasto. Cola con tutta la buona volontà, ma senza nessuno
sforzo cominciò a be-re un bicchiere di vino a pasto, ma a sera era
sempre ubriaco; una di queste se-re, salito su di una quercia vicino
la chiesa madre, vi si appollaiò e si addor-mentò. A notte fonda, due
persone di Ostigliano salirono a Perito, attraversaro-no il vecchio
cimitero sottostante la chiesa, si fermarono proprio sotto la quer-cia
sulla quale era appollaiato Cola.I due, poiché era una notte oscura e
senza luna, erano tremanti un poco dalla paura che l'oscura notte
imprime regolarmente all'animo umano, un poco per-ché non conoscevano
il luogo. Uno dei due, ad alta voce chiese all'altro: "Chi sa se di
qua andiamo bene!??"Allora Cola, scuotendosi dai fumi dell' alcool e
dal torpore del sonno, esclamò a gran voce: "Donde andate andate...,
andate bene!!!"e muovendosi cadde giù dall'albero con gran frastuono.
Al che i due viandanti sottostanti, vinti dallo spavento se la diedero
a gambe.Tornati in gran fretta al loro paese, accusarono un forte
febbrone causato dal-la paura. Venuto a conoscenza dell'episodio, Don
Emilio Gatto, richiamò l'ubriacone, ma fra giuramenti e lagrime il
poveraccio asseriva di non aver più bevuto che un bicchiere di vino a
pasto, e di tener fede alla parola data. Il sacerdote voleva sapere
come mai continuava ad essere ubriaco, e Cola: "Questo non lo so, ma
vi garantisco che un bicchiere di vino a pasto bevo!" Il prete rimase
in dubbio, e chiamato uno dei familiari si vi-de dare questa risposta
"Don Emì, è vero che beve un bicchiere di vino a pasto... ma è un
boccale di due litri...!'"
FAUZARI DI OGLIASTRO
(bugiardi di
ogliastro) (ogliastro è un paese del cilento)
Una senile narrazione , che riveste ormai sapore di legenda , racconta
che, verso i primi del Settecento, un sacerdote di Agropoli,
appartenente alla famiglia Rotoli, era proprietario di un appezzamento
di terreno in località Comone. Alla vigilanza di tale orto attendeva
un ragazzo di Ogliastro, cui erano state affidate in custodia anche
alcune capre che, in varie circostanze , avevano, per la scarsa
diligenza del guardiano, provocato sensibili danni alle piante.
...CONTINUA
LA CIVETTA SIMBOLO DEL CILENTO
Nel parco del Cilento si sente cantare la civetta
eppure questo rapace notturno che possiede una spiacevole reputazione,
ed è diventato simbolo di apportatore di disgrazie, per i greci era
l'emblema di Atena. Guénon afferma "che essa è il simbolo della
conoscenza razionale (perchè uccello notturno in rapporto con la Luna)
percezione della luce riflessa (lunare); in opposizione alla
conoscenza intuitiva, percezione della luce diretta (solare, il cui
simbolo è rappresentato dall'aquila)". ...CONTINUA
LE CURIOSITA’
IL CILENTO E IL FIUME ALENTO PARTE 1°
Stabilire quando una parte della Lucania fu nominata
Cilento è quasi un'impresa. Si è rinvenuto uno scritto risalente al 994
che definisce con questo appellativo tale località. Meritevoli studiosi
hanno ritenuto che Cilento derivi da Circum Alentum,
considerato che il territorio è bagnato dal fiume Alento. (Fiume che
nasce presso Gorga Cilento ) ...CONTINUA
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