Basilio SANTÒCRILE

 

Presenta

 

POESIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                           “Non so se la speranza

                                       va con l’illusione unita:

                                        so che mantiene in vita

                                       qualche infelice almen”.

(Metastasio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edizione unica – Proprietà letteraria riservata, viene consentita la riproduzione degli scritti ecc.. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet, citando l’autore e il titolo del libro. –   scrivere a  -   santocrile@virgilio.it

 

 

 

 

DEL MEDESIMO AUTORE

 

LA COLLERA DELLE MOSCHE

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NON È VERO MA CI CREDO

Credenze e miti del Cilento Vol. 1°

 

UFO O ASINI CHE VOLANO!?

Credenze e miti del Cilento Vol. 2°

 

IL SEBASIAN CONTRARIO

                                                                         Storia e miti del Cilento

 

DA TALETE AD ARISTOTELE

Volume I° (filosofia)

 

Dall’ ELLENISMO a  SENECA

Volume II° (Filosofia)

 

Da EPITETO a GERBERTO

Volune III° (Filosofia)

 

NEL RICORDARE UN PO’ DI

GRAMMATICA ITALIANA

ARITMETICA E GEOMETRIA

 

LE RAZZE

O PREGIUDIZIO SOCIALE

Croce no, croce sì – (Caso Smith)

 

 

 

 

SENTIMENTO ..............................................  07

 

É ......................................................................  07

 

SICUREZZA ...................................................  08

 

AMMIRANDO LA MIA PROF. ...................   08

 

BELTÀ E SAPIENZA ....................................  09

 

MATRIGNA NATURA ..................................  10

 

AMOR CRUENTO  ........................................  11

 

L’ULTIMO DEGLI ACCENSI ....................... 12

 

CONFESSARE ................................................ 12

 

RIMEMBRI ....................................................   13

 

STANCO E INASPETTATO ALLORO  ........  14

 

SPERANZA .....................................................  15

 

TACE ...............................................................  15

 

AUGURI ..........................................................  16

 

LA RIFORMA  ................................................. 16

 

IL RETTORASINO .......................................... 17

 

HOMO HOMINI LUPUS ................................. 17

 

SEGRETO AMOR ..…………...…………….. 18

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 


SENTIMENTO

Non di paur dantesca,

ma d’ affetto mi faceste

tremar le vene e i polsi.

 

Non Paolo, non Francesca,

né libro galeotto fra noi si erse,

sol sensazioni pure e angosce.

 

Né restò Platone senz’erede,

né trasparve mai altro sentimento,

che di purezza, è l’amor ch’io sento.

 

      É       

La morte è il buio,

il disgustevole lezzo la morte.

L’essenza della vita è la luce,

il profumo di essa un fiore.

La malinconia è il non avere nessuno.

La gioia il sorriso di chi sa capirti.

La solitudine è la tristezza;

la compagnia essere insieme a chi si ama.

 
Il suo surrogato:

un fedele cane che ti corre incontro.

 

 

 

 

          SICUREZZA

Tristezza il cor riempie ed è assodato

nel saper per certo

che il primo vagito da solo è dato,

e l’ultimo respir si spera,

da presenza amica confortato.

 

AMMIRANDO LA MIA PROF.

Tanta beltà e tanta sapienza pare

La prof. mia in cattedra seduta,

ch’ogni alunna nel rispettar divien muta,

e li scolar n’ardiscon de parlare.

 

Ella si sente in classe laudare,

d’Aristotele a Seneca  vestuta;

e  di Nietzsche c’ogni cosa muta,

usando Freud per contrastare.

 

Mostransi sì savia a chi la mira,

che dà sapienza certa non ignora,

trasmettendola al cor, con la sua Bora,

rendendo dotto ch’intorno a lei s’aggira.

 
 

 

 

 

 

 

 

 


BELTÀ E SAPIENZA

Da tal sapienza sgorga intelletto,

come vita sorge da celeste creatura,

sol sapienza fluisce da tal petto,

gentilezza in te zampilla, non altra natura:

 

ch’all’oscurar del sole,

sì beltà e sapienza allor perviene,

dal dolce agire alle parole.

 

Prende amore in te ed in ogni loco,

dolce vision si spande, come

raggi di luce a bruciar di foco.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


  

 

 

 

      MATRIGNA NATURA

Sempre verso di me mostrar l’empia tua mano

natura, natura matrigna perchè non cangi.

Non potei allor né oggi gridar t’amo!

 

Si nasce con un’ala sola, non si può volare.

Ogni misero mortal cangia sua veste

tenendosi stretti l’un l’altra nell’amare.

 

Tu fato verso di me fosti patrigno,

non mi desti giusta compagna,

sol il volar mio fu un dolce sogno.

 

E tu Morfeo...

non esser pigro nel venirmi accanto.

Poiché Cupido sbagliò la mira.

Sol Serapide può darmi pace col suo manto.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


AMOR CRUENTO

 

Una canzone dice:

“Un uomo piange solo per amore!”

Io piango nel non poter gridare il mio.

Muto... il silenzio mi rapisce il core,

e so che debbo tacer e tacerò fino alla morte.

Perché l’amore mio è indegno,

indegno?

perché gridarlo farebbe soffrir chi non ha colpe.

Ma il chieder mio è questo:

che colpe ha lui se esiste, è nato?”

è nato e non l’ha chiesto!”

Ed io lo sopprimerò in eterno

fino alla morte.

Morte di me stesso...

Oh Amor... Amor cruento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L’ULTIMO DEGLI ACCENSI

 

Non daga, né giavellotto, né arma d’altra natura,

come ultimo degli accensi coglier vorrei,

quell’amor che sempre sospirai e ancor dura.

 

Dura, e nel mio petto avvampa

come pira perpetua e solenne,

“più volte soppressa, più volte la scampa”.

 

Come spina pungente, celata altrui,

sempre rinasce, non per mia colpa

come fiamma che sorge dai ceneri bui.

 

 

CONFESSARE

 

Dicon che cangia il dire, cangia il fare,

e inutil creder nel giuramento eterno,

non è colpa del fato né del volere.

 

Anche Teseo lasciò Arianna, in Nasso,

ed io non meritai armilla per amore,

ma tu Ate, non seguir sempre il mio passo!

 

Poiché in gioventù non fui Autòlico,

e in amor me trassi retro e non dissi:

“T’amo!”, né ad altri confessai pudico.

 

 

 

RIMEMBRI?

 

Un dì scrissi “Amor fraterno!”

Mentivo agli altri, mentivo a me stesso...

avrei dovuto dir: “amore eterno!”.

 

Eterno dal passato, eterno nel futuro,

e tu o fato, perché premi chi non è degno?

E non consoli Titone ricolmo d’amor puro!

 

Lo so! Me trassi retro credendo amor più  forte,

con sentimento consolidato e fermo,

non follie, ma amor ver fino alla morte.

 

Rimembri il ritornare insieme dal lavoro,

Il mio aspettar pur di starti accanto,

il nostro giuramento, e che il tacere è d’oro.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


    STANCO E INASPETTATO ALLORO

 

Non per mia colpa... è l’esistenza d’amore,

esso è nato come uno spontaneo arbusto

acuminato e doloroso nel mio cuore.

 

Ricordi o Vener gentil fra tutti gli Dei,

quei versi: “Ed io feci il pagliaccio

per mettermi in mostra agli occhi di lei”.

 

Fui pagliaccio... fui Dioniso...

fui Penia nel ricorrer l’amore

che dentro a me bruciaa senza sorriso,

 

Mentr’io dolorante e trafitto da dardo d’oro,

solea sorrider Apollo per simile sventura,

quasi donarmi... stanco e inaspettato alloro.

 
 

 

 

 

 

 

 

 


SPERANZA

 

Solo tu restasti a sollevar l’animo umano,

a strappar sorriso all’afflitto guerriero

che contro Limos battaglia col cuore e mano.

 

Solo tu restasti nel vaso di Pandora

per lasciar all’uomo l’illusione dell’amore,

illusione su cui cullarsi ancora.

 

Anche la speranza

oh crudele destino, destino crudele,

 
strappasti via alla mia esistenza!

 

Or che mi rimane?

Sol Perifante per maestro,

e il viver mio solingo come un cane.

 

TACE

Perché anche tu non squilli?

 
Ogni cellular porta messaggi,

nel ricordare i giorni gai e belli.

 

Sol tu a dispetto taci......

né nuovo evento, né nuovo anno

ti fa squillar con auguri e baci.

 

Corron verso di me in bisogni

quanti amici e quanti,

ma nessun ricorda in questi giorni!

 
AUGURI

 

Auguri, e che il mio augurar sii degno,

a dar al tuo voler riscontro,

perché tu legata ad altro legno.

 

Auguri, al Palinuro che affronta la vita,

che sorride e spera nell’avvenir più gaio,

auguri a te che vinci con sorriso ogni fatica.

 

Auguri sinceri dal cuore più profondo,

 
auguri a te...     ........

che sorridi al mondo.

 

LA RIFORMA

 

Disse lu ciuccio al figlio suo: “Tu t’illudi!...

A parte che ci vogliono li renari,

so’ troppo difficili gli studi,

per noi ca simmo sulo... de’ somari!”.

U ciucciariello risponnette: “Si’ arretrato;

cu la scola, comm’a stanno a riformare,

pure u studio è facilitato

 
ca nu’  ‘g’è mezzo pe’ poter bocciare”.

I fatti poi gli dettero ragione;

superao cu’ nu raglio tutte e prove,

e fu promosso per acclamazione

con la media anche del nove.

 

 

 

IL RETTORASINO

 

Afrruntao la  licenza liceale

lu ciuccio re zi ... cu’ boria naturale,

visti i risultati del sessanta e lode

‘n Ateneo sceglette e  n’affrontao le prove.

 
Ogni manifestazione cu droghe e volantini,

uaragnava esami e pure dei quattrini.

Laureato se rette a la politica corrente

pe’ diventarne libero rocente.

Consegnò compito ianco all’Ispettore,

ma tenenno politicanti alle sue spalle,

diventò Magnifico Rettore

dell’Università re i Contaballe.

 

 

 

     HOMO HOMINI LUPUS

 

Da sempre è conosciuto l’adagio antico,

che nel bisogno allor si vede l’amico.

Oggi come Diogene non uso il lanternino,

scruto in faccia il parente, il mio vicino,

 
potenti fari sono in mio possesso,

ma non lo trovo nemmeno adesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SEGRETO AMOR

 

Quell’amor che il mio core agogna,

non nacque da profana passione,

ma... per compiutezza che l’uomo sogna.

 
 


Scrivo al vento, parlo alla tempesta,

soffro pene d’amor con sentimento,

mai allo scriver mio ottengo risposta.

 

Lo so! che il mio amor per certo...,

 
come tu sai...! “farebbe tremar i vivi,

e sobbalzar chi è morto”.

 

So! che non può aver chiaro riscontro,

io son Capuleti e tu Montecchi,

ma segreto amor mai si volse contro.

 

Sfioraron la morte e la dannazione eterna,

Ginevra e Lancillotto, Paolo e Francesca,

com’io per te..., che amor il cor governa.