
Basilio
SANTÒCRILE
Presenta
POESIE
“Non so se la
speranza
va con l’illusione unita:
so che mantiene in vita
qualche infelice almen”.
(Metastasio)
Edizione unica – Proprietà letteraria riservata, viene consentita la
riproduzione degli scritti ecc.. per intero a mezzo stampa radio TV ed
internet, citando l’autore e il titolo del libro. – scrivere a
- santocrile@virgilio.it
DEL MEDESIMO AUTORE
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O PREGIUDIZIO SOCIALE
Croce no, croce sì – (Caso Smith)
SENTIMENTO
..............................................
07
É
...................................................................... 07
SICUREZZA
................................................... 08
AMMIRANDO
BELTÀ E SAPIENZA
.................................... 09
MATRIGNA NATURA
.................................. 10
AMOR CRUENTO ........................................ 11
L’ULTIMO DEGLI ACCENSI
....................... 12
CONFESSARE
................................................ 12
RIMEMBRI
.................................................... 13
STANCO
E INASPETTATO ALLORO ........ 14
SPERANZA
..................................................... 15
TACE
............................................................... 15
AUGURI
.......................................................... 16
IL RETTORASINO
.......................................... 17
HOMO HOMINI LUPUS
................................. 17
SEGRETO AMOR ..…………...……………..
18

SENTIMENTO
Non
di paur dantesca,
ma
d’ affetto mi faceste
tremar
le vene e i polsi.
Non Paolo, non Francesca,
né libro galeotto fra noi si
erse,
sol sensazioni pure e
angosce.
Né
restò Platone senz’erede,
né
trasparve mai altro sentimento,
che
di purezza, è l’amor ch’io sento.
É
La morte è il buio,
il
disgustevole lezzo la morte.
L’essenza
della vita è la luce,
il
profumo di essa un fiore.
La
malinconia è il non avere nessuno.
La
gioia il sorriso di chi sa capirti.
La
solitudine è la tristezza;
la
compagnia essere insieme a chi si ama.
Il suo surrogato:

un
fedele cane che ti corre incontro.
SICUREZZA
Tristezza il cor riempie ed è
assodato
nel saper per certo
che il primo vagito da solo è
dato,
e l’ultimo respir si spera,
da presenza amica confortato.
AMMIRANDO
Tanta
beltà e tanta sapienza pare
La
prof. mia in cattedra seduta,
ch’ogni
alunna nel rispettar divien muta,
e
li scolar n’ardiscon de parlare.
Ella si sente in classe
laudare,
d’Aristotele a Seneca vestuta;
e di Nietzsche c’ogni cosa muta,
usando Freud per contrastare.
Mostransi
sì savia a chi la mira,
che
dà sapienza certa non ignora,
trasmettendola
al cor, con la sua Bora,
rendendo
dotto ch’intorno a lei s’aggira.

BELTÀ E SAPIENZA
Da
tal sapienza sgorga intelletto,
come
vita sorge da celeste creatura,
sol
sapienza fluisce da tal petto,
gentilezza
in te zampilla, non altra natura:
ch’all’oscurar del sole,
sì beltà e sapienza allor
perviene,
dal dolce agire alle parole.
Prende
amore in te ed in ogni loco,
dolce
vision si spande, come
raggi
di luce a bruciar di foco.

MATRIGNA NATURA
Sempre verso di me mostrar
l’empia tua mano
natura, natura matrigna
perchè non cangi.
Non potei allor né oggi
gridar t’amo!
Si nasce con un’ala sola, non
si può volare.
Ogni misero mortal cangia sua
veste
tenendosi stretti l’un
l’altra nell’amare.
Tu fato verso di me fosti
patrigno,
non mi desti giusta compagna,
sol il volar mio fu un dolce
sogno.
E tu Morfeo...
non esser pigro nel venirmi
accanto.
Poiché Cupido sbagliò la
mira.
Sol Serapide può darmi pace
col suo manto.

AMOR CRUENTO
Una canzone dice:
“Un uomo piange solo per
amore!”
Io piango nel non poter
gridare il mio.
Muto... il silenzio mi
rapisce il core,
e so che debbo tacer e tacerò
fino alla morte.
Perché l’amore mio è indegno,
indegno?
perché gridarlo farebbe
soffrir chi non ha colpe.
Ma il chieder mio è questo:
“che colpe ha
lui se esiste, è nato?”
è nato e non l’ha chiesto!”
Ed io lo sopprimerò in eterno
fino alla morte.
Morte di me stesso...
Oh Amor... Amor cruento.

L’ULTIMO
DEGLI ACCENSI
Non daga, né giavellotto, né
arma d’altra natura,
come ultimo degli accensi
coglier vorrei,
quell’amor che sempre
sospirai e ancor dura.
Dura, e nel mio petto avvampa
come pira perpetua e solenne,
“più volte soppressa, più
volte la scampa”.
Come spina pungente, celata
altrui,
sempre rinasce, non per mia
colpa
come fiamma che sorge dai
ceneri bui.
CONFESSARE
Dicon che cangia il dire,
cangia il fare,
e inutil creder nel
giuramento eterno,
non è colpa del fato né del
volere.
Anche Teseo lasciò Arianna,
in Nasso,
ed io non meritai armilla per
amore,
ma tu Ate, non seguir sempre
il mio passo!
Poiché in gioventù non fui
Autòlico,
e in amor me trassi retro e
non dissi:
“T’amo!”, né ad altri
confessai pudico.
RIMEMBRI?
Un
dì scrissi “Amor fraterno!”
Mentivo
agli altri, mentivo a me stesso...
avrei
dovuto dir: “amore eterno!”.
Eterno
dal passato, eterno nel futuro,
e
tu o fato, perché premi chi non è degno?
E
non consoli Titone ricolmo d’amor puro!
Lo
so! Me trassi retro credendo amor più
forte,
con
sentimento consolidato e fermo,
non
follie, ma amor ver fino alla morte.
Rimembri
il ritornare insieme dal lavoro,
Il
mio aspettar pur di starti accanto,
il
nostro giuramento, e che il tacere è d’oro.

STANCO E
INASPETTATO ALLORO
Non
per mia colpa... è l’esistenza d’amore,
esso
è nato come uno spontaneo arbusto
acuminato
e doloroso nel mio cuore.
Ricordi
o Vener gentil fra tutti gli Dei,
quei
versi: “Ed io feci il pagliaccio
per
mettermi in mostra agli occhi di lei”.
Fui
pagliaccio... fui Dioniso...
fui
Penia nel ricorrer l’amore
che
dentro a me bruciaa senza sorriso,
Mentr’io
dolorante e trafitto da dardo d’oro,
solea
sorrider Apollo per simile sventura,
quasi
donarmi... stanco e inaspettato alloro.

SPERANZA
Solo
tu restasti a sollevar l’animo umano,
a
strappar sorriso all’afflitto guerriero
che
contro Limos battaglia col cuore e mano.
Solo
tu restasti nel vaso di Pandora
per
lasciar all’uomo l’illusione dell’amore,
illusione
su cui cullarsi ancora.
Anche
la speranza
oh
crudele destino, destino crudele,
strappasti via alla mia
esistenza!

Or
che mi rimane?
Sol
Perifante per maestro,
e
il viver mio solingo come un cane.
TACE
Perché anche tu non squilli?
Ogni cellular porta messaggi,

nel ricordare i giorni gai e
belli.
Sol tu a dispetto taci......
né nuovo evento, né nuovo
anno
ti fa squillar con auguri e
baci.
Corron verso di me in bisogni
quanti amici e quanti,
ma nessun ricorda in questi
giorni!
AUGURI

Auguri, e che il mio augurar
sii degno,
a dar al tuo voler riscontro,
perché tu legata ad altro
legno.
Auguri, al Palinuro che
affronta la vita,
che sorride e spera
nell’avvenir più gaio,
auguri a te che vinci con
sorriso ogni fatica.
Auguri sinceri dal cuore più
profondo,
auguri a te... ........

che sorridi al mondo.
Disse
lu ciuccio al figlio suo: “Tu t’illudi!...
A
parte che ci vogliono li renari,
so’
troppo difficili gli studi,
per
noi ca simmo sulo... de’ somari!”.
U
ciucciariello risponnette: “Si’ arretrato;
cu
la scola, comm’a stanno a riformare,
pure
u studio è facilitato
ca
nu’ ‘g’è mezzo pe’ poter bocciare”.

I
fatti poi gli dettero ragione;
superao
cu’ nu raglio tutte e prove,
e
fu promosso per acclamazione
con
la media anche del nove.
IL RETTORASINO
Afrruntao la licenza liceale
lu ciuccio re zi ... cu’
boria naturale,
visti i risultati del
sessanta e lode
‘n Ateneo sceglette e n’affrontao le prove.
Ogni manifestazione cu droghe e
volantini,

uaragnava
esami e pure dei quattrini.
Laureato
se rette a la politica corrente
pe’
diventarne libero rocente.
Consegnò compito ianco
all’Ispettore,
ma tenenno politicanti alle
sue spalle,
diventò Magnifico Rettore
dell’Università re i
Contaballe.
HOMO HOMINI LUPUS
Da sempre è conosciuto
l’adagio antico,
che nel bisogno allor si vede
l’amico.
Oggi come Diogene non uso il
lanternino,
scruto in faccia il parente,
il mio vicino,
potenti fari sono in mio
possesso,

ma non lo trovo nemmeno
adesso.
SEGRETO
AMOR
Quell’amor che il mio core
agogna,
non nacque da profana
passione,
ma... per compiutezza che
l’uomo sogna.

Scrivo al vento, parlo alla
tempesta,
soffro pene d’amor con
sentimento,
mai allo scriver mio ottengo
risposta.
Lo so! che il mio amor per
certo...,
come tu sai...! “farebbe tremar i vivi,

e sobbalzar chi è morto”.
So! che non può aver chiaro
riscontro,
io son Capuleti e tu
Montecchi,
ma segreto amor mai si volse
contro.
Sfioraron la morte e la
dannazione eterna,
Ginevra e Lancillotto, Paolo
e Francesca,
com’io per te..., che amor il
cor governa.