|
a cura di BASILIO SANTOCRILE
LI MUNACIELLI
I munacielli erano piccoli esseri dispettosi, beffardi e inaffidabili,
in alcune case, non trovandovi nulla che potesse interessarli,
facevano dispetti a destra e manca, amavano spegnere le candele
ingarbugliare i fili di chi cuciva e lavorava la maglia, liberare gli
animali legati, e cacciarli dalle stalle; qualsiasi cosa era buona pur
di fare degli scherzi. Essi si dividono in due categorie, il Corto e
il Lungo (in entrambi i casi indossavano il classico saio da monaco).
II Corto poco più alto di ½ metro, portava sulla schiena una vistosa
gobba ed era ritenuto benefico, perché procurava ricchezza e salute
agli abitanti della casa e raramente andava in disaccordo con loro. Il
Lungo interveniva quando il corto era co-stretto ad abbandonare la
dimora per disaccordo con i condomini. Esso poteva procurare qualsiasi
disgrazia gli affari non andavano bene gli animali si ammalavano i
familiari cadevano vittime di febbri e malanni improvvisi, tanto che
in alcuni casi gli uomini preferivano abbandonare quell' ~ abitazione
non sopportando più le continue sciagure. Erano depositari di grandi
segreti e in grado di costruire per se stessi cappucci magici che a
loro richiesta li rendevano invisibili. Se un uomo riusciva ad
appropriarsi del cappuccio cadeva in suo potere, e pur di riavere il
proprio berretto prometteva qualunque cosa, e una vol-ta data la
propria parola la manteneva. L'uomo riusciva ad impossessarsi del
cappuccio solo nel caso in cui il monaciello addormentandosi per
fortuito caso gli cadeva dalla testa diventan-do visibile e
vulnerabile perché in stato di sonno e non in grado di sfuggire
all'uomo. Il più delle volte amava addormentarsi sul ventre delle
persone, le quali accusavano un peso inspiegabile, ed un soffocamento
dal quale non riuscivano a liberarsi. Guai ad irritarli, erano
vendicativi, e non si fermavano davanti a nulla. Erano molto legati
alle famiglie degli uomini e ricambiavano di buon grado le piccole
attenzioni . Ad essi bastava ,ben poco, un bicchiere di latte, un
piccolo pane, una zuppa di patate, fagioli, ceci o rape, dei pezzi di
stoffa per i loro vestiti, ecc. (che veni-vano lasciati, sul davanzale
di una finestra, sul tavolo - ma guai a dimenticar-sene o darsi a
vedere di esser si accorti della loro presenza.) che dovevano
sot-trarre senza essere notati. Qualora ciò accadeva se una abitazione
era nottetem-po visitata da un Monaciello, lui si appropriava del
cibo, degli oggetti rimasto-gli in dono; e come già detto, tutto
cominciava a funzionare bene. Gli animali non si amma1avano, i bimbi
crescevano splendidamente, e a volte la donna di casa svegliandosi al
mattino, trovava tutti i lavori domestici già fatti. Il "Munaciello"è
la personificazione del Caso, del Caos, del Disordine, della libertà,
dell' irrazionale del Cosmo, del Caos Divino e Primigenio, che può
avere due volti opposti. Esso è dunque l 'Archetipo dell' Irrazionale.
E ogni archetipo ha due facce, due volti: una positiva, l'altra
negativa. È personifica-zione del caso e dell' irrazionale perché esso
è "Dispettoso", "Beffardo" e "Inafferrabile", secondo la tradizione
popolare. Si comprende bene la sua na-tura simbolica, se si tiene
conto che esso può essere corto o lungo. E che il corto si può
trasformare nel lungo. Il munaciello Corto è l'aspetto positivo dell'
archetipo. Difatti, essendo piccolo, nano, può più facilmente essere
controllato e dominato dalle forze umane, dal-la umana ragione e dalla
conoscenza. Il Lungo invece è l'aspetto negativo dell' archetipo,
poiché essendo di più gran-di dimensioni, rappresenta una più grande
irrazionalità che, in quanto tale, non è controllabile, non è
dominabile dalle forze umane e dalla umana cono-scenza. Il Corto, il
piccolo, insomma, è benefico come benefico può essere un piccolo caso,
una piccola irrazionalità - più piccolo è l'evento irrazionale più
facile ne è il controllo e il dominio da parte dell' uomo, anche se,
nonostante la piccolez-za è potenzialmente in addomesticabile data la
sua natura. Ma ogni piccolo evento irrazionale può diventare un grande
evento irrazionale incontrollabile. E il Corto può diventare Lungo,
può diventare malefico, demoniaco, se l'uomo tenta di asservirlo,
ovvero se tenta di asservire la sua indole di libertà e irrazionalità.
Così il corto diviene lungo, cioè da benefico si trasforma in
malefico, quando le forze umane tentano di asservire ciò che non è
asservibile e dominabile cioè la libertà del Caos Divino e Primigenio,
l'Irrazionale del Cosmo e dell' Umano Destino, che il Mo-naciello
personifica. Difatti, se un uomo riusciva ad impossessarsi del suo
cappuccio, e la cosa po-teva accadere solo se esso dormiva, cioè di
nascosto e con l'inganno - questi si rendeva suo servo, gli si
assoggettava, per riconquistare la sua identità perduta, la sua
libertà perduta.È facile comprendere la motivazione simbolica di tutto
ciò: il cappuccio nasconde il volto, cioè l'identità, la natura
intima,l'essenza. Perciò, privato, derubato di esso, il munaciello
veniva smascherato, conosciuto nella sua identità di libertà ed
irrazionalità. Ma que-sta conoscenza l'uomo può solo rubarla a
insaputa di lui: all' uomo è preclusa la conoscenza dell' Irrazionale.
La conoscenza dell'irrazionale, del caso, che, in sé è nascosta dalle
tenebre della non conoscenza, rende l'irrazionale razionale e l'
inconoscibile conoscibi-le, e se conoscibile, conosciuto, dominabile,
e dunque benefico. Il munaciello, infatti, grazie al cappuccio è
invisibile secondo la tradizione, cioè non conoscibile; e se mentre
dormiva, è derubato dal suo cappuccio, che nasconde la sua identità,
cerca di rientrarne in possesso, operando benefici infavore di chi gli
ha rubato l'Identità, lo ha conosciuto.Esso opera qualunque beneficio
per rientrare in possesso della sua identità, sia per riappropriarsi
di sé, sia per impedire all' uomo la conoscenza, attraverso il furto e
l'inganno, di quanto gli è naturalmente precluso cioè la conoscenza
dell' Irrazionale, del Male, del suo Destino, cioè di quanto l'uomo
non può dominare e che, se dominasse, lo metterebbe sullo stesso piano
del Divino, di Dio. È importante rilevare che la figura del monaco è
personificazione del ca-so, poiché questo, in quanto consacrato,
rientra nel dominio del Soprannatura-le. In più la tonaca in genere è
scura come le tenebre in cui è nascosto l'irrazionale. Singolare ma
conseguente è il comportamento del monaciello, quando, ingraziarselo
ed ottenere benefici, gli uomini gli fanno dei doni. Egli non prende
do-ni: il dono, perché possa accettarlo, deve assumere l'aspetto di
una sottrazione arbitraria. Anche se gli uomini gli lasciano
intenzionalmente in casa dei doni, esso fa apparire l'accettazione
come un piccolo furto, perché questo deve ap-parire come una
sparizione strana, irrazionale, arbitraria. Poiché solo l'Arbitrario
fa parte della natura del munaciello, esso può comportarsi solo
ar-bitrariamente, stranamente, irrazionalmente. L'irrazionale il
Caso,l' Arbitrario, può agire solo arbitrariamente, altrimenti è il
Divino, l'Ordine la Necessità. Ma il munaciello è figura del Male del
Demo-niaco quando è lungo e infatti... Come il Caso e il Demonio è
pazzo ed impren-dibile. Imprendibile inafferrabile, se rincorso,
poiché sia quando è corto sia del resto quando è lungo, è pur sempre
piccolo e fuggente.Anche dunque nel cor-to c'è una potenzialità, un
che, una radice di demonicità e malignità che però si volge in
benignità perché più facilmente controllabile. Il munaciello può
essere un satirello pagano in seguito cristianizzato.

|