
Basilio Santòcrile
Presenta
MOSCHE
Detti
CILENTANI
ed ALTRO
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Volume I° (filosofia)
Dall’ ELLENISMO a SENECA
Volume II° (Filosofia)
Da EPITETO a GERBERTO
Volune III° (Filosofia)
LE RAZZE O PREGIUDIZIO SOCIALE
(Croce no, Croce si – (caso A.
Smith)
Edizione unica – Proprietà letteraria riservata, viene consentita la riproduzione
dei racconti poesie detti ecc.. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet,
citando l’autore e il titolo del libro. – per contattare l’autore - Santocrile@virgilio.it -
LA COLLERA DELLE MOSCHE
DETTI
CILENTANI ED ALTRO
di
Basilio
SANTÒCRILE
a)
Cartello pubblicitario presso un cimitero: Albergo ristorante giardino – prezzi
imbattibili.
b) In
un negozio di ventilatori: comprate qui,
starete freschi.
c) In
un negozio di vini: dalla fonte al
consumatore.
d) In
un ristorante albergo: obbligo di
mangiare quando si dorme.
e) Presso
l’ufficio mortuario del comune: Si prega
di attendere il proprio turno.
f)
Cartello
presso un lago: “Autisti andate adagio e vedrete il lago; correte forte e
vedrete la polizia”.
g) Cartello presso un distributore: “Metti
un tigre nel motore” – “Purchè al volante non ci sia un asino”.
h) Cartello
presso un incrocio: “è meglio
attendere pazienti per 60 secondi, piuttosto che diventar pazienti per 60
giorni”.
i)
Cartello presso una chiesa: “Non siate troppo cattivi per non entrare.
Non siate troppo buoni per restar fuori”.
j)
Dottore
cosa avete per le mie rughe!? – Un profondo rispetto signora!
k) Per me il lavoro è un piacere! Allora
perché stai sempre in ozio? Perché non
bisogna abbandonarsi ai piaceri!
l) Lei: “Caro, penso di farmi una pelliccia di visone. Quanto costerà?”Lui: “Niente, cara. Pensare non costa proprio niente”.
m) Un cliente rivolto al cameriere: “cento Euro per un pasto!? Spero vorrete fare lo sconto ad un collega!” Il cameriere: “Siete anche voi un cameriere!??” Il cliente: “ no un ladro!”
n) Figlio: “Papà vorrei sposare una donna bella… una donna virtuosa… una donna intelligente…” Padre: “Caro la poligamia è vietata!”
o) Figlia:“Mamma non posso sposare Antonio; è tanto lontano dalla nostra fede! Giorni fa mi ha detto che non crede all’inferno”. Madre: “Non temere, quando l’avrai sposato ci crederà.”
p) Qualche anno fa, un turista: “Scusi signore è questa la città di Agr….” L’altro (con alterigia): “Non sono un signore, sono il sindaco”.
q) Lei: “Non mi piace vederti uscire dal bar!” Lui: “A tua madre invece non piace vedermici entrare; va’ a capire le donne!”
r) Lui (bussando alla porta della camera): “Permesso!” Lei: “Mi sto cambiando”. Lui: “Magari”.
s) Lei (guardando la sua pelliccia) “chi sa quante bestie ci sono volute per farla?” Lui: “Soltanto una! Io!”
t) Figlio: “Papà 50 Euro sono tanti?” Padre: “Dipende… se li guadagno io o se li spende tua madre!”
u) L’amico: “che dici a tua moglie quando rincasi tardi!?” L’altro: “Niente…; dice tutto lei!”
v) Lei: “Caro facciamo pace; hai sentito il prete? Diventeremo tutti polvere!”. Lui: “Sì, ma tu diventerai polvere da sparo”.
w) Figlio: “papà che differenza c’è fra disgrazia e calamità” Il padre indicando la partita che si trasmette sul televisore: “Vedi Davide, se quell’arbitro cadesse in un pozzo, sarebbe una disgrazia; se lo ripescassero, sarebbe una calamità”.
x) Moglie: “Perché quando mi vedi piangere non mi chiedi più il perché?” Marito: “Mi dispiace, cara, ma questa domanda mi è costata troppi soldi!”.
y) Cliente: “Mi dà un piatto di spaghetti alle vongole?” Commesso: “Ma questo, signore, è un negozio di ottica no’ una trattoria!” Cliente: “Già, ma io ho una fame che non ci vedo!”.
z) Il padrone di casa al ladro: “Mi fate ridere…! Venite qui di notte a cercare quello che neppure io trovo di giorno!”.
aa) Una signora, rivolta ad un signore: “Lei quanti anni mi darebbe?” Il signore: “E perché dovrei darvene altri? Voi ne avete già abbastanza!?”.
bb) Lo straniero: “Sapreste indicarmi il palazzo di giustizia!” Un cittadino: “Sempre avanti troverete il palazzo; la giustizia non so!”.
cc) Il cliente di una banca: “Vorrei fare un investimento sicuro”. Impiegato: “Vada in auto a fari spenti, a occhi chiusi, e a 150 Km. All’ora”.
dd) Un amico: “Mia moglie la notte scorsa ha sognato che si era sposata con un milionario!” l’altro: “Sei fortunato! Mia moglie fa lo stesso sogno di giorno!”.
ee) Ragazzino: “Papà cos’è lo scapolo?” Padre: “È colui che può scendere dalle due parti del letto”.
ff) Ragazzino rivolto al suo catechista: “Padre Gugliè! Perché Dio ha creato la donna per seconda?” Catechista: “Perché non voleva consigli mentre creava l’uomo!” Il ragazzino tornato a casa interroga il fratello ventenne: “Antò!, vuoi vedere che non sai perché Dio ha creato prima l’uomo e poi la donna?” Antonio: “Facile...! Per fa’ la brutta copia!”
gg) Ragazzino: “Papà perché corre più la lepre che il cane?” Padre: “Perché la lepre corre in proprio, mentre il cane per conto del padrone!”
hh) Ragazzino: “Papà! Perché non possiamo sollevarci da terra?” Padre: “Per la legge di gravità!” Ragazzino: “E perché il governo non l’abolisce?”
ii) Le risposte di Pierino: -cos’è un albero?: “È un imbecille che si spoglia quando comincia a far freddo!”. E i complimenti?: “Bugie in abito di gala!”. Un docente?: “Colui che sa le cose mezzora prima dei suoi scolari!”. Un elefante?: “Un animale con un aspirapolvere davanti e un battipanni di dietro!”. Gli esami?: “Dialogo tra uno che s’illude di sapere e uno che finge di aver studiato!”. Le gioie della maternità?: “Ciò che una madre prova quando tutti i bambini sono
a letto!”.La dietetica?: “Scienza presa sul serio da chi vuol dimagrire!”. La diva?: Bolla di sapone che s’illude d’essere qualcuno!”. Doppio giuoco?: “L’unica cosa seria di cui si occupa la – la buona società! -”. Festival?: “Fiera delle cose ridicole!”. Flash?: “Lampo di magnesio che serve ai paparazzi per illuminare le sciocchezze!” Un partito: “Un partito è la follia di molti a vantaggio di pochi”.
jj) Moglie: “Luigi !? il bambino ha ingoiato una vecchia moneta da 50 Lire!”. Marito: “Non ti preoccupare, non è l’Euro... la Lira è scesa sempre!”
kk) Alunno: “Maestro…, perché i cinesi non avranno mai la bomba H?”. Maestro: “ Asino…, perché non hanno il nostro alfabeto!”.
ll) Moglie: “Devo ammazzare il tacchino…, domani è l’anniversario del nostro matrimonio!” Marito: “E perché…? Che colpa ne ha lui poverino?”.
mm) Moglie: “ Caro…, sai perché si dice che i gatti sono crudeli, falsi e ipocriti?”. Marito: “Perché è la verità, micina mia!”.
nn) Fra amici: Carlo: “Potresti prestarmi 10 Euro?” Dino: “Potrei, ma non vorrei!” Carlo: “Credi forse che non voglia restituirteli!?” Dino: “Vorresti ma non potresti!”
oo) Il Giudice al ladro: “Perché vi siete appropriato del bracciale doro della signora!” Il ladro: “ C’era scritto: tuo per sempre!”.
pp) Sergio: “Le tue parole mi entrano da un orecchio ed escono dall’altro” Michele: “È logico attraversano il vuoto!”
qq) Un capoufficio: “Pensa! I miei impiegati si raccontano barzellette mentre lavorano!” Il collega: “Sei fortunato i miei se le raccontano senza lavorare!”
1) I colmi: Per un nuotatore - cadere ammalato dopo aver fatto il morto.
Per una gallina – avere la pelle d’oca.
Per un nano – toccare il cielo con un dito.
Per un calvo – mettersi le mani nei capelli.
Per una madre – fare una paternale.
LA RIFORMA
Disse lu ciuccio al figlio suo: “Tu
t’illudi!...
A parte che ci vogliono li renari,
so’ troppo difficili gli studi,
per noi ca simmo sulo... de’ somari!”.
U ciucciariello risponnette: “Si’ arretrato;
cu la scola, comm’è a stanno a riformare,
pure u studio è facilitato
ca nu’ c’è mezzo pe’ poter bocciare”.
I fatti poi gli dettero ragione;
superao cu’ nu raglio tutte e prove,
e fu promosso per acclamazione
con la media anche del nove.
a) Il compromesso è un accordo con il quale due persone ottengono quello che nessuna delle due voleva.
b) La felicità è come gli occhiali che si tengono sul naso e si cercano altrove.
c) Chi ruba una macchina è condannato dalla legge dello stato,
chi ruba uno stato fa la legge.
d) Non c’è peggior fascista,
di chi da’ del fascista.
A chi non condivide le sue opinioni.
e) Nell’epoca presente il più bel gioco,
sta nel saper vivere di poco,
tanto che con Berlusca presidente
ogni impiegato è un vincente.
I
DETTI
1)......Detto antico nu’ fallisce.
2) Chi fame sente
mangia tutto allegramente.
3) Abbondanza
genera baldanza.
4) L’abito nu’ fa lu monaco.
5) I cerchienti nu’ so’ mai fore strada.
6) Meglio nu magro accordo
che ‘na grossa sentenza.
7) L’acqua cheta arruvina li puonti.
8) Acqua passata
nu’ macina chiù mulino.
9) Pestà l’acqua
cu’ lu murtale.
10) Affucà inda nu bicchieri r’acqua.
11) Ogni agio
porta ‘nu disagio.
12) Chi s’aiuta Dio l’aiuta.
13) Albero spesso trapiantato,
mai di frutti è carrecato.
14) Pure ‘na grossa cerza,
in principio era ‘na cerzulella.
15) ‘ngoppa l’albero chi care,
tutti correno a fa’ leuna.
16) L’allegria r’ogni male,
è la cura mondiale.
17) Chi saglie chiù n’auto di quel che deve,
care chiù abbascio re chero ca’ crere.
18) Quanto chiù gauta è la montagna,
tanto chiù abbascio è la jumara.
19) Cuorio re lati
curreia longa.
20) Chi a li cani re lati lu pane raie,
ra li suoi s’aspettasse uai.
21) Scurriazzo proprio e cavallo re lati,
fano corte le strati.
22) Amare e nu’ esse amati,
è tiempo perso.
23) Si rispetta lu cane pe’ lu patrone.
24) L’amicizia stretta cu lu vino,
nu dura ra la sera a lu matino.
25) L’amore chi nasce a mari,
poco po’ durari.
26) Si vuò ca l’amicizia regni,
fa ca nu panaro vaie e nato vegni.
27) Si vuò’ ca’ te lu dico,
te lu dico,
chi care in povertà perde l’amico.
28) L’amore nu’ z’accatta, né se venne,
ma in premio r’amor, amor se renne.
29) Il trio che subito si conosce,
fuoco, amore e tosse.
30) Quanno la fame trase pe’ la porta,
l’amore scappa pe’ la finestra.
31) Chi piglia l’anguilla pe’ la cora,
mano nu’ tene niente ancora.
32) Chi troppo tira la funa la spezza.
33) Chi lava la capo a lu ciuccio,
‘nge perde l’acqua e lu sapone.
34) L’avaro è come u’ puorco,
è buono roppo muorto.
35) Chi nu’ risica, nu’ roseca.
36) Un uomo avvisato,
mezzo salvato.
37) Appaurateve litiganti sventurati,
chiù ca re li sciarri, re’ l’avvocati.
38) Si li pazzi nu’ ge fossero,
i barbieri nu’ ‘nze barassero.
39) La barba nu’ fa filosofo,
ma lu filosofo fa (cresce) la barba.
40) La bellezza è come nu’ jore,
presto nasce, presto more.
41) Votte cantante,
vino mancante.
42) Nu tutti su’ cacciatori,
chiri chi appresso a la vorpe fano rumuri.
43) A lu ciuccio chi chiù fatia.
Toccano chiù mazzate.
44) Cercà l’aco inda lu pagliaro.
45) Chi lassa la strata vecchia pe’ la nova,
sape chero ca lassa, nu’ chero ca trova.
46) A la terra re li cecati,
chi tene n’uocchio è signore.
47) Terra re gramigne,
s’accatta e nu’ nze venne.
48) Lu voie rice: “Cornuto” a lu ciuccio.
49) La confidenza
toglie riverenza.
50) Ra l’opera
se conosce lu maestro.
51) Chi rà a crerenza venne assai,
perde l’amico e renari nu’ tene mai.
52) Chi ha debito dimentica,
chi ha credito nu’ ‘nze scorda.
53) È chiù facile criticare,
ca meglio fare.
54) Meglio i a lu lietto affamati,
ca alzarsi indebitati.
55) Chi paa lu debito,
uaragna credito.
56) I soldi su buoni servi,
ma cattivi patroni.
57) Lu riavulo a do’ nu’ bizza la capo,
bizza la cora.
58) Chi rice chero ca vole,
sente chero ca nu’ vulesse.
59) La donna che si lagna, la donna che si duole,
è donna ca’ s’ammala, quanno vole.
60) Ra la malafemmena uardate,
e de la bona poco fidate.
61) Volpe ca rorme, abreo ca giura, ronna ca chiange.
Falsità sicura.
62) Le femmine tenuno lunghi i capilli
e curti i cervielli.
63) Tre femmine e tre papare,
revutaruno tutto Napule.
64) Femmine, vino e cavallo,
mercanzia di fallo.
65) Femmene e galline,
pe’ girà troppo, se perduno cu’ le muine.
66) Lu riavulo male li cunti se facette,
jette pe’ fotte la femmina,
ma la femmina lu futtette.
67) Guardati dal davanti del bue,
dal dietro del mulo,
da tutti i lati ra le femmine.
68) Lagrime di femmina,
fontana re malizia.
69) Chi si sposa c’amore,
di notte ha piacere,
di juorno dolore.
70) Lu uappo re cartone,
o è furbo o cuglione.
71) Cane cuotto
ra l’acqua fredda fuje.
72) È meglio na jurnata bona cu’ n’uovo fritto,
can nu mal’anno cu’ nu voje arrusto.
73) Non giudicar ne per legge ne per carte,
senza sentir l’una e l’altra parte.
74) Chi pratica co lu zuoppo,
ngapo re l’anno và zuppecanno.
75) La vecchia nu’ vulia murì,
ca’ se vulia ‘mbarà.
76) Fra l’incudine e lu martiello.
Mano nu’ mette chi ha cerviello.
77) Chi a gli altri insegna,
se stesso ammaestra.
78) Trenta Senaturi, trenta Deputati,
trenta Sindaci, e trenta Cunsiglieri, fan 120 ladri.
79) Gli sbagli dei medici;
la terra le cummoglia.
80) Re giovani ne more qualcuno,
re vecchi nu’ ne campa nisciuno.
81) Chi nasce mulo,
nu’ more cavallo.
82) Vizio re natura
fino a la morte rura.
83) Da i nemici me uardo io,
ra l’amici me uardi Dio.
84) Non è nobil l’uom per suo lignaggio,
nobil è l’uomo per suo linguaggio.
85) La nobiltà poco si apprezza,
se non accompagnata ra la ricchezza.
86) Cento ladri,
non ponno spogliare un uomo nudo.
87) Lu dico a te figliola,
‘ndiennilo tu nora.
88) Non è colpa sua ma del fato,
che bravo nuotator,
muoia annegato.
89) Pane, feste e juochi re pallone,
tengono ferma ‘na popolazione.
90) Piglia lu voje pe’ le corna
e l’uomo pe’ la parola.
91) Tutti su nati chiangenno,
nisciuno è muorto rerenno.
92) Non lasciar il poco per l’assai,
che forse l’uno e l’altro perderai.
93) Meglio esse lu primo fra gl’ignoranti,
che l’urdimo fra i sapienti.
94) Non dir quattro,
se nu’ lu tieni inda u sacco.
95) Per ghiucare e vincere a ogni tavulo,
bisogna avè nu parente a casa re u riavulo.
96) Spesso chi rire re matina,
chiange re sera.
97) Il frate risponde,
come l’abate canta.
98) A rubbà poco se và ‘ngalera,
a rubbà tanto se fa carriera.
99) Non sempe è savio,
chi non è, qualche vota paccio.
100) Tante vote a lu puzzo và la secchia,
ca ve lassa il manico o l’orecchia.
101) Viento semmenanno,
tempesta raccuglienno.
102) Il sole ca nasce,
è chiù adorato re chiro che tramonta.
103) Gran surdo è,
chiro ca nu’ bole sente.
104) Chi re speranza campa,
resperato more.
105) In casa risparmia,
in viaggio spendi,
in malattia spandi.
106) Chiù ruvuoti la mmerda,
chiù puzza.
107) La superbia jette a cavallo e tornao a pieri.
108) La superbia e la scortesia è eguale
a l’ignoranza che in alto sale.
109) Chi tardi arriva,
male alloggia.
110) Chi tiempo tene,
e tiempo aspetta,
tiempo perde.
111) Ogni lassata è persa.
112) Tre “R” rovinano l’uomo:
Riavolo,
Renaro
e Ronna.
113) Quanno se scioglie la neve,
esseno li strunzi.
114) Paese che vai,
usanze ca truovi.
115) La povertà è nu peso,
la vecchiaia n’ospite importuno.