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a cura di BASILIO SANTOCRILE
FAUZARI DI OGLIASTRO
(bugiardi di
ogliastro) (ogliastro è un paese del cilento)
Una senile narrazione , che riveste ormai sapore di legenda , racconta
che, verso i primi del Settecento, un sacerdote di Agropoli,
appartenente alla famiglia Rotoli, era proprietario di un appezzamento
di terreno in località Comone. Alla vigilanza di tale orto attendeva
un ragazzo di Ogliastro, cui erano state affidate in custodia anche
alcune capre che, in varie circostanze , avevano, per la scarsa
diligenza del guardiano, provocato sensibili danni alle piante. Più
volte redarguito e perdonato, il giovane, quantunque temesse l'ira del
prete, non aveva fatto ammenda dimostrando attenzione nell'
esecuzione dei servizi affidatogli. Avvenne così che in un caldo
pomeriggio estivo, oppresso dalla stanchezza e dall'afa , il sonno lo
vinse. Le capre, allora , che per naturale disposizione sono inclini a
divorare qualsiasi specie di vegetazione, ne approfittarono per
danneggiare gravemente gli alberi fruttiferi. Risvegliatosi dopo
qualche ora e valutata l'entità dei danni, pensò alla giusta collera
del sacerdote e al conseguente castigo. In preda al panico , ritenne
altresì che i suoi genitori, residenti ad Ogliastro , avrebbero
assunto nei suoi confronti un atteggiamento punitivo molto severo.
Stimolato da queste considerazioni, si allontanò dalla coltivazione
dei Rotoli e fece perdere le sue tracce. II sacerdote intanto,
recatosi nel suo terreno, ebbe la dolorosa sorpresa di constatare i
gravi danni inflitti dalle capre alle coltivazioni e, quel che più
conta, la scomparsa del garzone. Si intrapresero opportune ricerche,
ma senza risultato alcuno perchè il ragazzo si era nascosto. Per
questa ragione cominciarono a circolare, nell'ambiente di Ogliastro,
voci maligne secondo le quali il Rotoli avrebbe ucciso il garzone,
occultandone il cadavere. I più malevoli asserirono addirittura che il
presunto cadavere era stato gettato nel pozzo ubicato nell’orto. Fu
effettuato un sopralluogo che dette risultato negativo, ma alcuni
Ogliastresi fecero delle accuse specifiche al povero prete
determinandone l’ incriminazione per omicidio aggravato. Ingiustamente
calunniato, questi pensò bene di darsi alla latitanza. Il processo fu
celebrato in sua assenza e, sebbene mancasse la prova del rinvenimento
del cadavere, il sacerdote fu condannato a una pena molto grave sulla
base di testimonianze rese da persone di Ogliastro che giurarono di
aver assistito di nascosto alla soppressione del garzone.Il sacerdote
vagò per parecchi anni sotto mentite spoglie per evitare il carcere.Un
giorno di settembre, mentre il sacerdote era a bordo di un calesse e
percorreva la strada che da Vietri va a Salerno, i suoi occhi furono
attratti dalla presenza di un giovane, che al margine della strada,
transitava alla guida di un gregge.Per chi sa quale motivo, la sua
attenzione si acui a tal punto che riconobbe, benché fossero passati
degli anni e il giovane avesse con la crescita subito dei cambiamenti,
grazie ad una cicatrice, la sua presunta vittima. Precipitatosi dal
piroccio, dopo avergli narrato le sue perizie, lo condusse presso i
giudici del tempo per farsi prosciogliere da ogni accusa.La giustizia
lo dichiarò innocente ed emise un provvedimento secondo il quale da
allora in poi sarebbe occorso, per dare credibilità alle dichiarazioni
degli Ogliastresi un certo numero di testimoni per i crimini commessi
di giorno, un numero doppio per quelli commessi di notte.Questa è,
quindi, l’evento che ha dato origine alla nomea di falsari nei
confronti degli abitanti di Ogliastro.
Canzone Antica Cilentana :
M’ha chiamato Fauzaro e Celentano,
nu ‘ng’è niente a fa si nato Saracino.
Lu Celentano è nobile re core,
lu saracino ‘nfame e traretore.
Nu’ disprezzà chi è nato a lu Ciliento,
Ciliento, bagnato ra lu jumo Aliento.
Nu’ cunfonte la lana cu la seta,
nu’ può esse vaso re cristallo,vrocca re creta!
In
questa canzone Cilentana si assiste alla classica sfida, fra un
cimentano di Ogliastro ed un Testense Agropolese. E’ da tener presente
che, a queste canzoni popolari spesso si rispondeva con fucilate e
scoppiettate, e svariate volte si diceva “ Tizio è ghiuto a canta e
sdegno, e…’ngè scappato u’ morto”
Traduzione:
Mi hai chiamato bugiardo e cilentano,
non c’è niente da fare sei nato saraceno
Il Cilentano è nobile di cuore
Il saraceno infame e traditore
Non disprezzare chi è nato nel Cilento,
Cilento, bagnato dal fiume Alento.
Non confondere la lana con la seta,
non puoi essere vaso di cristallo,brocca di creta!
LA CIVETTA SIMBOLO DEL CILENTO
Nel parco del Cilento si sente cantare la civetta
eppure questo rapace notturno che possiede una spiacevole reputazione,
ed è diventato simbolo di apportatore di disgrazie, per i greci era
l'emblema di Atena. Guénon afferma "che essa è il simbolo della
conoscenza razionale (perchè uccello notturno in rapporto con la Luna)
percezione della luce riflessa (lunare); in opposizione alla
conoscenza intuitiva, percezione della luce diretta (solare, il cui
simbolo è rappresentato dall'aquila)". ...CONTINUA
LE CURIOSITA’
IL CILENTO E IL FIUME ALENTO PARTE 1°
Stabilire quando una parte della Lucania fu nominata
Cilento è quasi un'impresa. Si è rinvenuto uno scritto risalente al 994
che definisce con questo appellativo tale località. Meritevoli studiosi
hanno ritenuto che Cilento derivi da Circum Alentum,
considerato che il territorio è bagnato dal fiume Alento. (Fiume che
nasce presso Gorga Cilento ) ...CONTINUA
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