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>Inserimento nella lista del Patrimonio mondiale
dell' UNESCO
>La Riserva di Biosfera del
MAB-UNESCO

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano,
secondo Parco italiano per estensione (181.048 ha), rientra nei limiti
amministrativi della Regione Campania e della Provincia di Salerno. La
sub-regione del Cilento ha come confini naturali a Nord i fiumi Sele e
Tanagro, ad Ovest e Sud-Ovest il mare Tirreno, a Sud il Golfo di
Policastro e ad Est è delimitata dal Vallo di Diano e dal fiume Bussento.
Esso rappresenta senza dubbio uno dei più importanti complessi
biogeografici dell’Italia meridionale.
La sua peculiare posizione geografica, le sue coste,
i suoi corsi d'acqua, che hanno spesso scavato orridi e gole, i suoi
massicci montuosi conferiscono al territorio una variegata orografia che
si estrinseca in una notevole varietà e complessità di ambienti che si
mostrano già con la duplice natura geologica delle rocce che lo
costituiscono.

La prima, quella meno comune del "Flysch del
Cilento", ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino
idrografico del Fiume Mento, nei principali monti del Cilento
occidentale (M. Centaurino, 1433 m) e sulla costa alta delle Ripe rosse
o nel terrazzo marino di Punta Licosa. (Brancaccio et al., 1984;
Chiera \I: & Elia A.,1997).
La seconda, dominante, calcareo-dolomitica, dà corpo
ad un ampio tratto dell' Appennino meridionale (facies di Piattaforma
carbonatica ed Unità Alburno-Cervati) con i complessi montuosi del
Parco, tutti permeati da maestosi fenomeni carsici, come quelli interni
quali degli Albumi (1742 m), il Massiccio del Cervati, imponente gruppo
di monti situato nella porzione centro-orientale del Cilento che culmina
alla quota di 1898 m, il M. Motola ( 1700 m) e quelli più meridionali
come il Bulgheria (1225 m) ed il Monte Cocuzzo (1387 m) (Unità di
transizione M. Bulgheria, margine interno della Piattaforma). In mezzo
al blocco calcareo, inoltre, fioriscono anche alcune vette arenacee come
il Monte Sacro o Gelbison (1707m) ed il Monte Stella (113Im).
Un terzo delle coste campane fanno infine da confine,
sul Mar Tirreno, al territorio del Parco; la loro morfologia si presenta
molto varia con alternanze di splendide spiagge (più frequenti nel
tratto settentrionale), promontori rocciosi, scogliere ed alte falesie a
strapiombo sul mare che delimitano piccole insenature verdi di macchia
mediterranea, ginepri e pino d' Aleppo.
La diversa natura geologica del territorio rende
molto vario il profilo e l' orografia delle coste che appare più dolce a
Nord (da Agropoli a Palinuro) e più aspro, inaccessibile e selvaggio da
Capo Palinuro a Scario, nel settore meridionale. Lungo quest'ultimo
tratto, dominato a Sud dallo sprone calcareo-dolomitico del Monte
Bulgheria, le abbondanti manifestazioni carsiche hanno aperto
innumerevoli grotte, a volte invase dal mare, che ha contribuito a
rimodellare la loro originaria struttura impreziosendole con luci,
colori, e fenomeni erosivi che rendono unico questo tratto di costa.
Nella Grotta Azzurra di Palinuro, inoltre, sono
presenti fenomeni di rifrazione che colorano di un indimenticabile
azzurro l'acqua in cui vive una peculiare fauna marina legata a
risorgive idrotermali sottomarine di tipo sulfureo.
Tutte le grotte mostrano tracce di frequentazioni
preistoriche. Per quanto attiene al clima del territorio sono ancora
presenti due "anime", una costiera a forte caratterizzazione
mediterranea ed una interna di natura più squisitamente montana e
sub-montana.
Lungo le coste il clima, mitigato dalla presenza de1
mare che influenza anche alcune aree più interne, è dolce; le
precipitazioni sono concentrate nel periodo primaverile e tardo
autunnale ( piovosità media 980 mm/anno c.a). Le temperature medie
annuali si aggirano intorno ai 18° C. ed il periodo estivo è
caratterizzato da prolungati periodi di aridità. Le aree interne ed i
massicci montuosi sono caratterizzati da precipitazioni di norma molto
abbondanti (piovosità medie comprese tra 1200 e 1900 mm/anno ) sempre
con massimi invernali-primaverili e minimi concentrati nei mesi di
giugno-luglio. Le temperature, soprattutto nelle zone a quote elevate,
scendono, nei mesi più freddi, frequentemente al disotto di 0° C. e, per
le zone di vetta, la temperatura media annua potrebbe attestarsi intorno
ai 4,4° C. Molto variabile risulta infine essere la durata e l'intensità
del periodo freddo, con temperature medie inferiori a 10°C per quattro
mesi l'anno e notevole importanza rivestono le precipitazioni nevose.
Sul Massiccio del Cervati le prime nevicate si hanno,
di norma, già nel mese di novembre e sulla vetta dello stesso Cervati la
neve si scioglie definitivamente soltanto nel mese di giugno. Qui, in
particolari condizioni, essa permane durante tutto l'arco dell'anno come
avviene alla Nevera (1783 m) ed in alcune profonde doline all'interno di
alcune foreste di faggio (Santangelo et al., 1994).

si ringrazia l'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per il materiale fornito
http://www.pncvd.it
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