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LA FAUNA DEL CILENTO

I CARNIVORI, GLI ERBIVORI E GLI ALTRI MAMMIFERI


> IL LUPO                             > LA LONTRA
 

IL GATTO SELVATICO

Molto raro, elusivo e solitario, di abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, il gatto selvatico (Felis silvestris) è un animale difficilissimo da avvistare. Molti ricercatori si sono spesso dovuti accontentare di ascoltare il suo lamento d'amore, all'inizio della primavera, o di osservarne le tracce sul terreno. Un giovane esemplare, ucciso nel 1983 nel territorio di Corleto Monforte, è conservato al Museo di zoologia dell'Università di Napoli.

In Italia la popolazione di gatti selvatici è stimata in 700-800 individui, concentrati quasi esclusivamente sugli Appennini, dalla valle dell' Irno all' Aspromonte, con un nucleo isolato sul Gargano e altre presenze nel Carso e sulle Alpi Marittime. Vive in boschi di latifoglie e misti, di grandi dimensioni , si nutre di topi e roditori anche grandi, come i conigli selvatici.

Più comuni tra i predatori sono la volpe (Vulpes vulpes), la donnola (Mustela nivalis), la puzzola (Mustela putorius), la faina (Martesfoina), la martora (Martes martes). Quest'ultima come il gatto selvatico è una brava arrampicatrice, ricava giacigli in tronchi d'albero cavi o nelle spaccature della roccia. Un altro mammifero diffuso nel territorio del parco è il tasso (Meles meles): onnivoro per eccellenza, solitario e notturno, usa percorsi fissi e defeca sempre negli stessi posti.

Già abbondante per la disponibilità di ghiande, castagne e fagioli il cinghiale (Sus scrofa) è stato liberato in grande numero dalle associazioni dei cacciatori, e la sua presenza potrebbe favorire lo stabilizzarsi della popolazione di lupi.

Non mancano i folletti dei boschi: il moscardino (Muscardinus avellanarius), il topo quercino (EliQmys quercinus), il ghiro (Glis glis) e lo scoiattolo (Sciurus vulga- ris), tra tutti il meno facile da osservare.

 

UCCELLI:  Dall' Aquila al Picchio Nero

I paesaggi rocciosi del parco sono sorvolati anche da qualche esemplare di una specie rara come l'aquila reale (Aquila chrysaetos) , nidificante probabilmente con una coppia nel comprensorio del Cervati, ma di cui vengono segnalati con regolarità individui erratici. Tra i rapaci diurni, sono presenti il falco pellegrino (Falco peregrinus), l'astore (Accipiter gen tilis), la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus) , il nibbio reale (Milv us milvus), lo sparviero (Accipiter nisus); tra quelli notturni, il raro gufo reale (Bu bo bubo), qui miracolosamente sopravvissuto, l'allocco (Strix aluco), il barbagianni (Tyto alba), il gufo comune (Asio otus), la civetta (Athene noctua).

Nelle praterie d'altura e sulle creste rocciose sopravvivono alcuni nuclei di coturnice appenninica (Alectoris graeca). Quasi scomparsa a causa della pressione venatoria, da quando la caccia è stata vietata, e nonostante il bracconaggio, la specie sta ricolonizzando gli antichi territori. La coturnice condivide il suo habitat con il gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax),. ridotto anch' esso a popolazioni residue di poche decine di uccelli.

Nei boschi vivono diverse specie di picchi: verde, rosso maggiore, rosso minore, mentre nelle grandi faggete degli Alburni e del Cervati si incontra ancora il picchio nero (Drycopus martius).

Nei boschi d'alta quota vivono la tordela (Turdus viscivo rus), il colombaccio (Columba palumbus), la ghiandaia (Garrulus glandarius) e, d' estate, la tortora (Slreplopelia lurlur) e il cuculo (Cuculus canorus). Durante i mesi freddi i boschi si popolano anche di beccacce (Scolopax ruslicola), tordi e moltissimi piccoli passeriformi svernanti. Le pareti rocciose sono frequentate dal passero solitario (Monlicola solilarius) e dal corvo imperiale (Corvus corax), e lungo i corsi d'acqua dell'interno si incontrano il martin pescatore (Alcedo allhis) e il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus). Tra i rettili, si possono elencare la testuggine di Herman (Tesludo hermanni), il colubro di Esculapio (Elaphe longissima), il cervone (Elaphe qualuorlineala) e la vipera aspide (Vipera aspis), Fra gli anuri, la rana verde (Rana clamilans), greca (Rana graeca) e dalmatina (Rana dalmalina), la raganella (Hy- la arborea) e l'ululone dal ventre giallo (Bombina varie gata).

 

- Podalirio
Iphiclides podalirius
(L. , 1758)

Lepidottero della famiglia Papilionidi. Farfalla di dimensioni medio-grandi che raggiunge i 32-40 mm; le femmine sono leggermeute più grandi dei maschi. Ha due generazioni: la prima in maggio- giugno, la seconda in agosto. Ha un'ampia distribuzione in Italia, interessando in pratica l'intero territorio nazionale. E' frequente nel Parco Nazionale del Cilento -Vallo di Diano, e nel Parco Nazionale del Vesuvio.


- Cervone

Elaphe quatuorlineata
(Lacepède, 1789)

Serpente della famiglia dei Colubridi, che raggiunge e in alcuni casi supera i due metri di lunghezza, con la femmina in genere più grande del maschio. Vive in Italia centro-meridionale e frequenta prevalentemente ambienti caratterizzati da macchia mediterranea, mentre si osserva più raramente nei boschi mesofili. E' presente nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e più raro nel Parco Nazionale del Vesuvio.


- Cicogna bianca

Ciconia ciconia
(L., 1758)

Uccello di grossa taglia appartenente all'ordine dei Ciconiformi. I sessi sono simili. In Italia è una specie migratrice regolare che dalla metà degli anno '80 ha ripreso a nidificare, dapprima in Piemonte e in Lombardia, anche a seguito di un progetto di reintroduzione della LIPU successivamente in diverse regioni italiane. Dal 1996 una coppia nidifica su di un traliccio dell'ENEL nel Vallo di Diano. Nell'area vesuviana è invece migratrice.


- Capovaccaio

Neophron percnopterus
(L., 1758)

Piccolo avvoltoio della famiglia degli Accipitridi. I sessi sono simili. In Italia è specie migratrice regolare, nidificante e svernante irregolare. La popolazione nidificante è però ridotta a poche coppie, localizzate essenzialmente in Basilicata, Calabria e Sicilia. In Campania si è estinto come nidificante negli anni '70 proprio nel Cilento: oggi si osserva sporadicamente solo nel periodo della migrazione.

 
- Sparviere

Accipiter nùus
(L., 1758)

Piccolo rapace degli ambienti forestali appartenente alla famiglia degli Accipitridi. Il maschio è sensibilmente più piccolo della femmina e presenta una colorazione rossastra sul ventre (nellafoto un individuo di sesso femminile ). In Italia è specie residente, nidificante, migratrice regolare e svernante. L'areale riproduttivo interessa l'intero territorio nazionale, in presenza di ambienti idonei. Comune nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è tornato a nidificare nel Parco Nazionale del Vesuvio nel 1998, con una coppia che ha portato all'involo tre pulcini. Erano almeno venticinque anni che la specie non si riproduceva nell'area vesuviana.


- Gheppio
Falco tinnunculus
L., 1758

Piccolo rapace della famiglia dei Falconidi. Il maschio si distingue facilmente dalla femmina per avere tonalità grigie sul capo e sulla coda, oltre ad una colorazione leggermente più rossastra (la foto ritrae un esemplare giovane).
In Italia è specie residente nidificante, migratrice regolare e svernante con una distribuzione che interessa l'intero territorio nazionale.
E' il falco più frequente del nostro paese e nidifica in gran numero nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e con 3-4 coppie nel Parco Nazionale del Vesuvio.


- Gabbiano reale

Larus cachinnans
Pallas, 1811

Gabbiano di medie dimensioni appartenente alla famiglia dei Laridi. I sessi sono simili. In Italia è specie residente nidificante, migratrice regolare e svernante. Presenta un'ampia distribuzione che interessa anche le zone interne nel periodo invernale, mentre si localizza nelle zone costiere nel periodo riproduttivo. Nidifica in piccole colonie localizzate sulle coste meridionali del Parco Nazionale del Cilento. Lungo le coste dei fiumi interni del Parco e presente, invece, tutto l'anno, ma non si registrano nidificazioni osservabile tutto l' anno anche lungo la costa vesuviana.


- Barbagianni

Tyto alba
(Scopoli, 1769)

Strigiforme appartenente alla famiglia dei Titonidi. La femmina è di dimensioni leggermente più grandi del maschio. In Italia è specie residente nidificante, migratrice regolare, svernante parziale. Presenta una distribuzione ampia, interessando tutto il territorio nazionale, fatta eccezione per parte dell'arco alpino ampiamente distribuito anche nei territori dei due Parchi. Il Parco Nazionale del Vesuvio, in considerazione del fatto che la specie mostra segni di calo numerico in quasi tutto il suo areale, ha organizzato un'apposita campagna di salvaguardia che ha portato al recupero e al rilascio in libertà di individui feriti e di pulcini caduti dal nido.

- Martin pescatore
Alcedo atthis
(L., 1758)

Uccello di dimensioni medio-piccole appartenente alla famiglia degli Alcedinidi. I sessi si differenziano per alcune differenze di colorazione della mandibola inferiore: scura nel maschio, rosata, arancio o vermiglio nella femmina.
In Italia è specie residente nidificante, migratrice regolare, svernante. Presenta una distribuzione ampia su gran parte del territorio nazionale, divenendo più localizzata, nel periodo riproduttivo, nell'Italia meridionale e in Sicilia. Nidifica lungo le rive dei fiumi cilentani, frequenta le coste vesuviane nel periodo invernale e migratorio.

 
- Upupa
Upupa epops
L., 1758

Uccello di dimensioni medie appartenente alla famiglia degli Upupidi. I sessi sono simili. In Italia è specie migratrice regolare, nidificante e svernante parziale (in Sicilia e Sardegna). Presenta una distribuzione ampia che interessa tutto il territorio nazionale. Nidifica in maniera diffusa nel territorio dei due Parchi Nazionali, con la popolazione vesuviana che negli ultimi anni ha fatto registrare un sensibile incremento nel numero di coppie.


- Sterpazzolina

Sylvia cantillans
Pallas, 1784

Piccolo passeriforme della famiglia dei Silvidi. Il maschio presenta una colorazione grigia nelle parti superiori, e rosa carico sulla gola, sul petto e sui fianchi. Il ventre è bianco. Un mustacchio bianco molto evidente collocato posteriormente al becco completa le tonalità cromatiche. La femmina è invece più marroncina e con toni meno contrastati (la foto ritrae un esemplare giovane).
In Italia è specie migratrice regolare e nidificante, con un areale riproduttivo che interessa il centro-sud e alcune stazioni più localizzate nel nord. Nel Parco Nazionale del Cilento e nidificante comune, oltre che migratrice regolare; nel Parco Nazionale del Vesuvio e comune nel periodo migratorio, più rara in quello riproduttivo.


- Lontra

Lutra lutra
(L., 1758)

Carnivoro di medie dimensioni della famiglia Mustelidi. Il maschio è più grosso della femmina. E uno dei mammiferi europei più rari ed in Italia presenta una distribuzione molto localizzata, con le popolazioni più numerose dislocate lungo i fiumi dell'Italia meridionale e in particolare del Parco Nazionale del Cilento. Rappresenta un buon indicatore ambientale dello status degli habitat fluviali. La sua presenza e segno di fiumi integri e poco antropizzati.


- Volpe

Vulpes vulpes
(L., 1758)

Carnivoro medio-piccolo della famiglia dei Canidi. I sessi sono simili. E' uno dei carnivori più diffusi in Italia, con densità variabili a secondo delle condizioni ambientali perchè dotato di elevata adattabilità a differenti habitat, comprese le aree antropizzate. E' frequente in entrambi i Parchi Nazionali, dove è facile osservarne le feci poste bene in vista lungo i sentieri o le spiumate di prede abituali quali il merlo. Più difficile invece imbattersi negli esemplari che hanno abitudini crepuscolari e sono particolarmente diffidenti.


- Lupo

Canis lupus
L., 1758

Carnivoro di medie dimensioni appartenente alla famiglia dei Canidi. I sessi sono simili.E' una specie che ha fatto registrare nel nostro paese uno dei fenomeni più interessanti di ripresa numerica delle popolazioni e di espansione dell'areale in seguito agli interventi di protezione il fenomeno purtroppo non è molto evidente in Campania e le popolazioni di lupo nella regione sono ridotte. Anche nel Parco Nazionale del Cilento si hanno segnalazioni sporadiche di presenza di lupi. Questa carenza è da attribuire a più fattori, tra cui l' assenza dei grandi ungulati -cervi e caprioli prede di elezione del lupo appenninico. Per il Vesuvio gli ultimi avvistamenti risalgono ai primi del XX secolo.


-
Cinghiale
Sus scropha
L., 1758

Ungulato di struttura massiccia appartenente alla famiglia dei Suidi. Il maschio presenta i canini più lunghi e sviluppati. E' in pratica, l'antenato del maiale domestico e ne rappresenta tuttora la forma selvatica. Nel nostro paese è ampiamente distribuito soprattutto in seguito a campagne di reintroduzione per scopi venatori. Per alcune aree protette rappresenta oggi un problema di gestione faunistica. Il Parco Nazionale del Cilento ne ospita una cospicua popolazione; e assente, invece, dal Parco Nazionale del Vesuvio.

 

si ringrazia l'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per il materiale fornito http://www.pncvd.it

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